Mogol – The end

Come esco da questo tunnel al technicolor in cui mi sono inconsapevolmente immesso? Quando ho cominciato a cercare canzoni scritte da Mogol, non immaginavo mai più ne avesse scritte 1500 di cui 151 successi clamorosi, vendendo quasi 500 milioni di copie in tutto il mondo… E sono veramente canzoni una più bella dell’altra. Il ponte di Gianni Morandi, Un uomo da bruciare di Renato Zero, La fila degli oleandri di Gianni Bella, Nuova gente di Gianni Bella o Gianni Morandi, America Ok dei New Trolls, l’album per gli Audio 2, più o meno tutte le canzoni cantate da Marcella Bella… Anche Il silenzio splende di Giancarlo Bigazzi, cantata da Morandi, è una canzone bellissima… L’altro giorno ho sentito Io no di Drupi scritta da Riccardi-Albertelli… molto carina. E’ l’ultima traccia di un album. Perché ultima traccia? Avrebbe dovuto essere la prima. Mi viene da chiedermi… ma tutto questo patrimonio di belle canzoni perché ce le hanno negate, nascoste… ultima traccia? Perché si ha paura della bellezza e della cultura, della crescita? Che minaccia è un innalzamento del livello generale medio? Se Mogol da piccolino avesse ascoltato le canzoni di Mogol-Battisti, forse avrebbe scritto canzoni ancora più belle… La fila degli oleandri di Gianni Bella è arrivata penultima nel Sanremo del ’91 – quello vinto da Cocciante con “Se stiamo insieme” di Mogol. Mi chiedo come sia stato possibile…. Insomma, a malincuore, esco dal tunnel al technicolor consapevole, questa volta sì, che alla fine del tunnel c’è molto più buio.